Storia del Cassino Calcio

Gli inizi, dalla nascita alla seconda guerra mondiale
La prima squadra di calcio a Cassino partecipante a tornei ufficiali nasce nel 1924 per iniziativa di un gruppo di ragazzi del posto. Il nome scelto fu Quis contra nos?, nome latino che sta a significare “Chi contro di noi?”. Negli anni venti disputava le proprie partite casalinghe in un campo nella zona di Caira, una frazione di Cassino. Questo fino a quando fu inaugurato il campo sportivo “Sferracavalli”. Nei suoi primi anni di attività, la “Quis Contra Nos?”, partecipa ai campionati regionali campani affrontando, tra le altre, il Santa Maria C.V., il Sessa, il Capua, il Maddaloni e la Casertana.

A seguito dell’accorpamento dell’Alta Terra di Lavoro nel Lazio nel 1927, la squadra cassinate inizia a partecipare ai campionati regionali laziali. Nel 1934 c’è il primo cambio di denominazione, da “Quis contra nos?” a “Cassino Calcio”. Negli anni di guerra 1942-1943 prende parte al campionato “Persichetti” al quale partecipavano anche Ceccano, Avia-Aquino, Arpino, Sora, Isola Liri, Ceprano e Atina. Il Cassino viene eliminato dall’Avia Aquino, che avrebbe poi vinto il torneo. È l’ultima stagione di calcio prima dei bombardamenti che raderanno al suolo la città. Fino al 1946 infatti il calcio a Cassino resterà in “standby”.

Dal dopoguerra agli anni Sessanta

Formazione 1958-59.
Il calcio a Cassino ritorna, dopo tre anni di pausa, nel 1946. Inizialmente i giocatori in campo indossano maglie a strisce orizzontali bianconere, che vengono però sostituite con le classiche divise azzurre (allora in stoffa di jeans). Il Cassino disputa il campionato di Seconda divisione laziale e il 1948 è l’anno della prima promozione, in Prima divisione laziale. Il 1948 è anche l’anno dell’inaugurazione del Campo Miranda in viale Dante, impianto dedicato alla memoria di Dario Miranda, famoso centromediano della squadra prebellica, caduto in Africa pochi anni prima. Cinque anni dopo, nel 1953, il Cassino viene promosso in Promozione, dove vi rimarrà fino al 1959, quando in seguito alla riforma dei campionati dovuta al Lodo Barassi si ritrova iscritto in Prima Categoria.

Nel 1960 viene aperta nel palazzo dei De Vendictis, in Via D’annunzio, la sede del Cassino Calcio. Negli anni Sessanta, si alternano campionati deludenti tra la Prima e la Seconda Categoria, anni nei quali, a partire dal 1968, la denominazione fu cambiata in “S.C. Cassino”, dove “S.C.” stava per “Società Calcio”.

Anni settanta: la prima volta tra i professionisti

Il Cassino promosso in Serie D nel 1972.
Nel 1970 inizia la rinascita, con la vittoria del campionato e il successivo ritorno in Promozione. L’anno successivo arriva in finale di Coppa Italia Dilettanti, perdendola però per 1 a 0 contro il Montebelluna, a Forte dei Marmi. La ferita per la sconfitta in finale viene però presto sanata dalla prima promozione, l’anno successivo nel 1972, in serie D. Nel frattempo, nel 1967, era stato inaugurato lo Stadio Comunale, successivamente dedicato al poeta e scrittore cassinate Gino Salveti e dove tuttora disputa le partite casalinghe, situato in via Appia. Nell’estate del 1971 era, invece, avvenuta la trasformazione della società in “Polisportiva Cassino” ad opera del presidente Gallaccio, che creò una cooperativa a responsabilità limitata per azioni con lo scopo di coinvolgere tutte le forze sportive della città.

Il Cassino dopo la rinascita sancita da due promozioni e un secondo posto nella Coppa Italia Dilettanti è ormai maturo per il salto nel professionismo, che arriva puntuale nel 1978. Ad una buona prima stagione conclusa al 13º posto, dopo aver raggiunto la salvezza alla penultima giornata pareggiando a Trapani (con il primo gol del giovane Urbano), fa seguito una stagione da dimenticare: i problemi finanziari del club segnano l’annata 1979-80, conclusa all’ultimo posto.

Anni ottanta: la vittoria della Coppa Italia Dilettanti

Formazione 1985-86.
Dopo la retrocessione dalla serie C2 inizia il declino del calcio a Cassino. Dopo un anno di D, in cui l’unica nota positiva è l’esplosione di Domenico Di Carlo, il Cassino retrocede in Promozione per poi scendere subito in Prima Categoria l’anno successivo. Nell’estate 1983 la vecchia società viene rilevata dalla Policassino Coop; la nuova denominazione porta bene e, dopo un secondo posto in Prima categoria, nel 1984-85 il Policassino viene promosso in Promozione, mentre l’anno successivo raggiunge il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia Dilettanti, conquistata con la vittoria in finale, a Viareggio, contro il Formia per 3 a 1.

Nella stagione 1987-88 c’è il ritorno in Serie D (denominata allora Interregionale), grazie alla vittoria in casa contro il Marino all’ultima giornata. La stagione successiva vede la Policassino concludere al settimo posto, mentre nel 1989-90 riesce a salvarsi solo grazie alla vittoria nello spareggio disputatosi a Campobasso contro la Maddalonese.

Anni novanta: la crisi
Gli anni novanta sono anni di crisi per il calcio a Cassino. Dopo il 1991-92 ultimo anno di Interregionale, si apre una fase di incertezza per il movimento calcistico cittadino che, complice la contemporanea ascesa della squadra di basket della città, allora militante in Serie B, comporterà un progressivo distacco degli sportivi cassinati verso la squadra di calcio che militerà in campionati di basso livello per quasi tutto il decennio.

Nel 1993-94 la Policassino viene condannata addirittura alla Promozione, a seguito della sconfitta ai rigori nello spareggio contro la Vis Sezze, giocato a Palestrina.

Nella stagione 1997-98 poi ci sono perfino due squadre differenti in città: al Policassino che milita in Promozione, si affianca l’A.S. Cassino (chiamata in precedenza Rofit) che, militando nel campionato di Eccellenza, diviene di fatto la prima squadra di Cassino. Le due squadre cittadine si affrontano in un inedito derby nella fase regionale della Coppa Italia Dilettanti terminato con il punteggio di 1-1, decretando il passaggio del turno della Policassino. Il decennio nero si conclude con un quarto posto in Eccellenza del 1998-99.

Anni duemila: la rinascita e il ritorno in Serie C
La svolta arriva nella stagione 1999-2000, grazie al presidente Morra che riporta l’entusiasmo in città trasferendo a Cassino il titolo di Serie D del Real Piedimonte, trasformando quindi l’A.S. Cassino in “Real Cassino”. Il campionato è di vertice e la C2 sfuma per un soffio. Il Cassino arriva, infatti, secondo alle spalle del Puteolana e resta in D.

Nel 2003 c’è l’avvicendamento alla dirigenza con Morra che lascia il timone a Ciro Corcione. L’avventura del neopresidente inizia male con la retrocessione in Eccellenza, decretata tra l’altro dallo spareggio perso a Frosinone contro il Grottaglie. È anche l’anno dell’ennesimo cambio di denominazione, stavolta in “S.S. Cassino 1927”. Il nuovo nome però porta bene. Il Cassino, infatti, nei due anni successivi conquisterà due promozioni consecutive: ritorna prima in Serie D (dopo lo spareggio ad Anagni contro l’Almas Roma vinto per 2 a 0) e poi, dopo 26 anni, raggiunge l’agognato ritorno in serie C. Promozione, quest’ultima, arrivata all’ultima giornata di campionato, quando il Cassino, secondo alle spalle dell’Aprilia, batte 3 a 0 al Salveti il Bojano e scavalca la capolista pontina che perde in casa contro il Monterotondo dopo essere passata addirittura in vantaggio. In quanto vincitrice del campionato, inoltre, partecipa alla Poule Scudetto della serie D venendo eliminata però al primo turno collezionando un solo punto nelle sfide con il Sorrento e la Paganese.

L’avventura di Corcione alla guida del Cassino finisce dopo una sola stagione di professionismo conclusasi con il piazzamento al 13º posto. La società è, però, a rischio fallimento: a poche ore dalla scadenza dei termini per l’iscrizione al campionato il timone passa nelle mani di Giuseppe Tedesco che rileva la società grazie al supporto dell’imprenditore Clodomiro Murolo. Il sodalizio dura una stagione, ma poi si spezza: nell’ottobre 2008 Tedesco rassegna le dimissioni e la presidenza passa quindi a Murolo. In questa stagione, nella quale c’è il cambio di denominazione in “S.S. Cassino”, il Cassino rischia addirittura di entrare nei play off, raggiungendo il punto più alto nella sua storia: solo la graduatoria degli scontri diretti con l’Andria penalizzerà il Cassino per il quale, quindi, sfumeranno i sogni di promozione. La stagione 2009-10 è l’ultima tra i professionisti per il Cassino. Al termine del campionato, infatti, il presidente Murolo decide di non iscrivere la squadra al campionato per la stagione successiva.

Anni duemiladieci: la nascita dell’ASD Nuova Cassino 1924
Con la mancata iscrizione della squadra in Seconda Divisione, la città rischiava di rimanere senza una compagine calcistica che la rappresentasse, per la prima volta dal 1946. Grazie all’iniziativa degli Ultras e dei tifosi cassinati, invece, nell’estate 2010 nasce la “ASD Nuova Cassino 1924”, che viene iscritta in sovrannumero al campionato di Promozione laziale nel girone D. La squadra, inizialmente iscritta al campionato di Prima Categoria, dopo il fallimento della “S.S. Cassino”, ottiene il passaggio in Promozione grazie al parere favorevole del Presidente della FIGC Abete. Nel suo primo anno di Promozione, riesce a non retrocedere grazie alla vittoria nel play out contro la Pro Calcio Fondi. Nella stagione successiva la presidenza passa da Vendittelli a Patini, ma il campionato è pieno di alti e bassi e la squadra non riesce ad arrivare ai play off.

Nel 2012-13, al presidente Patini si affianca l’imprenditore Cicchetti, con l’intento di costruire una squadra per vincere il campionato. Ulteriori vicissitudini societarie, che hanno portato al disimpegno di Cicchetti, costringono la società a smantellare la rosa. Con un organico interamente composto da giocatori locali, il Cassino resta comunque ai vertici della classifica, in lotta per la promozione in Eccellenza che comunque sfumerà nelle ultime giornate.

Nell’estate del 2013 il sodalizio passa nelle mani dell’imprenditore cassinate Nicandro Rossi. Nonostante la squadra sia costruita per vincere, l’inizio di stagione è da dimenticare. A risollevare le sorti della squadra viene chiamato, dunque, il tecnico Antonio Pecoraro grazie al quale il Cassino intraprende una memorabile rimonta partita dal penultimo posto e culminata con la vittoria del campionato all’ultima giornata (l’11 maggio 2014) al termine dello scontro diretto a Sermoneta terminato 1-0 per gli azzurri.

Risale all’estate del 2014 l’ultimo cambio di denominazione: “ASD Cassino Calcio 1924”. Le premesse, con il ritorno in panchina del tecnico artefice della promozione in Serie C, Alessandro Grossi, sono di campionato di vertice. Tuttavia l’annata sarà amara per gli azzurri, che concludono il campionato al 5º posto sotto la guida di Massimiliano Babusci, subentrato a Grossi alla 17a giornata. Babusci viene confermato per la stagione successiva, ma dopo un inizio da dimenticare, la squadra viene affidata ad Ezio Castellucci. La stagione 2015-16 vede un Cassino dai due volti: incostante in campionato, perfetto in coppa. Il 6 gennaio 2016, infatti, sul campo neutro di Latina, gli azzurri travolgono in finale il Colleferro per 4-1, conquistando la Coppa Italia Dilettanti Lazio e accedendo alla fase nazionale. Anche qui i cassinati si rendono assoluti protagonisti arrivando ad un passo dalla finale. In semifinale, dopo un promettente pareggio per 3-3 a Mazara del Vallo (con il primo tempo chiuso in vantaggio di tre reti a zero), gli azzurri vengono però sconfitti per 1-0 in casa nella gara di ritorno, dicendo addio alla coppa. In campionato, la rimonta iniziata dal penultimo posto con l’arrivo in panchina di mister Castellucci, si conclude con la conquista della 5ª posizione.

I tempi sono ormai maturi per il salto di categoria, che puntualmente avviene l’anno seguente. Già dalla prima giornata, gli azzurri dimostrano le loro intenzioni, rifilando un 6-0 agli storici rivali del Formia. Abbandonata al primo turno la Coppa Italia, la squadra di Castellucci si dedica completamente al campionato, dominato dall’inizio alla fine e raggiunge con tre giornate di anticipo la promozione. Dopo 7 anni dalla rifondazione, dunque, il Cassino raggiunge la Serie D, tornata ad essere, a seguito della riforma dei campionati del 2014, il quarto livello del calcio italiano.

Sancito il divorzio con Ezio Castellucci per divergenze economiche, la panchina viene affidata a Corrado Urbano, che torna a guidare gli azzurri a distanza di 17 anni, quando proprio a Cassino iniziò la sua carriera da allenatore.

Fonte Wikipedia

Formazione 1958-59
Il Cassino promosso in Serie D nel 1972
Formazione 1985-86